..piccoli passi..

small.siete.qui

Blogger: smallmoves
Nome: Beppe (Gip)
Qualcuno che ama scrivere quando le emozioni diventano condivisione di attimi particolari anche tra un 13 ed un 10.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

small.Music

Funkostorung - Addictional Productions

Pink Floyd - The Dark Side oh the Moon

Jeff Buckley - Grace

Samuele Bersani - Replay

Elisa - Una poesia anche per te

Muse - Starlight

La Crus - La finestra di casa mia

Subsonica - Nuvole Rapide

small.Archive

oggi
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
dicembre 2005
novembre 2005

small.Members

small.Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

small.Counter

visitato *loading* volte

giovedì, 26 ottobre 2006

.qUALCOSA.e'.cAMBIATO



Siamo
qui per tirare le somme (non lombardo, ma questa non la capisce nessuno, non tentate miei impavidi lettori, godete del momento molto poco serio e sollazzante) del momento di scrittura (niente a che vedere con il momento angolare tanto bistrattato dagli studenti poco seri dei primi anni di fisica).
Non so perchè, non so cosa, nemmeno come, ma non è insano il sentimento che l'aria stia modificando il proprio aspetto, eppoi queste note riescono a trasportarmi dove solo pochissime cose riescono (e rimarco il pochissime, perchè se dico pochissime significa che sono davvero molto poche).
Si, l'aria sta girando. Le ombre si stanno spostando, ma dove, michiedo?
E sopratutto, ha senso che mi chieda dove come quando? Sto scrivendo a ruota libera, come non ho mai fatto, come non avrò mai fatto nei miei pensieri, rimembro pochissimo dopo, mentre ho già scritto delle frasi.
Ma cosa sarà mai questo sentimento che mi tiene incollato ad una tastiera come fosse un pianoforte, come se una frase fosse una melodia inscindibile. come se seguisse una nuova ed unica procreazione, dettata dalle rime di un processo stocastico (si, questo me lo hanno insegnato in diversi anni scolastici).
Ma l'impeto è unico, è fiammeggiante, cavalca le note della novità, risalta i colori meglio di qualsiasi filtro o saturatore, riporta la mente a suoni antichi o anche solo vecchi ma ad ogni modo lontani dalla normale corrente delle sonorità odierne.
Cambia, sta scappando afddirittura dal mio orizzonte, senza un grido, senza una imprecazione,senza un sussulto, sapeva che era l'ora di andarsene di trovare un altra spalla sulla cui giacere fosse meno improbo.
Ogni nuovo passo sarà diverso dal precedente, quasi come ad una camminata in cui non sai dove andrai ma hai una direzione che non cambierà mai, presente e fissa nella tua menta.
E non importa cosa sarai domani, cacciatore pellegrino o normale lavoratore, tu non sarai mai della stessa carne, dello stesso spirito, dello stesso dilemama, ogni giorno ti alzerai con un nuovo enigma, quello che ti farà chiedere che cosa vorrai sempre di più perchè tu non riuscirai mai ad accontentarti, non ce la farai mai a sentirti sazio anche solo di te stesso e delle tue idee.
La strada probabilmente è ancora davvero tanto tanto lontana, ma chi lo sa, stavolta sei sulla traiettoria giusta, forse questa volta le note davvero risuonano fino a formare una melodia che poi in fondo in fondo un po' conosci ed allora ti fa un po' meno paura, quindi ci provi ad aprire quella piccola porticina.
Forse ora, ho un mastro di chiavi, una chiave di volte, una soluzione al mio enigma, un anello a me mancante, io non lo so ma ne ho l'impressione, il sintomo, quasi il timore.
Ogni tramonto teme di non veder più lo sole, così io mi ritiro impaurito da questo pensiero, dalla mia possibile incomprensione.
E pensare che la soluzione non era mica tanto distante dai miei occhi oreccchie mani braccia.
Si, braccia, che adesso in questo momento, dovrebbero davvero essere qui, a me vicino, ma che dico  vicino vicinissimo, si stasera sono un piccolo adulto che sta suonando le corde dei pensieri ed ha trovato una bellissima melodia, e vorrebbe a tutti farla ascoltare.
Eppoi basta, l'ora è tarda, anche stasera sarà una notte unica e sola, un solo letto e solo i miei pensieri, e pensare che mi servirebbe davvero tantissimo una cosa che ci chiama "stringimi", se poi arriva e l'infinito la scorta, io di certo non ho intenzione di tirarmi indietro.
Questa. è anche una buonanotte.

Postato da: smallmoves a 01:47 | link | commenti

sabato, 21 ottobre 2006
sTRINGIMI.uN.pO'


Che giornata quel 5 Luglio del 1958! Che succedeva di così importante, qualche tempo fa?
Beh è presto detto, vedeva la luce una persona come tante altre magari nell'aspetto, ma con qualcosa di diverso dentro ma non troppo fortunatamente..
Questo essere, il giorno 18 Novembre del 1985, da vita a un piccolo numero di righe su di un foglio.
Cambieranno il mio modo di vedere le cose, che non è poca cosa..
E' difficile da credere, si, ma vi giuro che così è stato.
Le strisce di Calvin e Hobbes si sono rivelate propiziatorie, hanno risvegliato quel lato purtroppo latente da tanto tempo e lo hanno ri-portato a galla, maestosamente!
Chi è Calvin?
E' un bambino di 6 anni, intelligente sarcastico sensibile fantasioso svogliato pigro riliuttante, contro le ipocrisie e i luoghi comuni, contro Susie Derkins altrimenti rischia di farla avvicinare troppo, pronto a mandare fuori servizio la maestra mettendola tragicamente di fronte alla inutilità della conoscenza fine a se stessa.
E' Stupendoman, eroe senza macchia senza paura e senza voglia di studiare.
E' l'astronauta Spiff, l'intrepido esploratore dello sconfinato universo, in grado di sfuggire a qualsiasi astronave, resistere a qualsiasi tortura aliena, annullare qualsiasi resistenza nemica.
E' il bambino che trova un piccolo animaletto ferito e lo cura, lasciando trasparire una sensibilità oltre la norma verso tutte le cose piccole che spesso, per pigrizia, tralasciamo dimentichiamo o facciamo finta di non vedere.
E' la sua coscienza, imbottigliata in un piccolo tigrotto di pezza, Hobbes, che funziona da "voce che ti dice cosa devi fare per non sbagliare", il suo migliore amico, il suo concetto di amicizia.
Che cosa vuole questo Calvin? Non sopporta le cose inutili, non vuole perdere tempo di fronte ad una lezione di matematica, non vuole andare a letto la sera quando tutto è più bello e divertente, vuole una montagna di neve fuori dalla porta per affondarci i suoi pensieri, vuole per una buona volta riuscire a colpire Siusi Derkins con una gran palla di neve, vorrebbe che l'estate fosse infinita, che tutti i giorni fossero Sabato senza esclusione alcuna.
E questo è quello che desidera ardentemente.
Ma sa che senza Hobbes tutto questo non avrebbe lo stesso sapore, lo stesso colore, lo stesso rumore, lo stesso profumo. Ecco perchè infine, tutto quello che gli serve, è sapere che Hobbes non se ne andrà mai e non lo lascierà mai solo. Più di tutto forse vuole un "abbraccio senza fine".
Un fumetto dedicato a chi, come lui, sa ancora sognare ad occhi aperti, credendo ciecamente e con assoluto trasporto che la vita vera sia proprio il sogno non una accozzaglia di banalità e controsensi. Il 18 Novembre del 1985, Bill Watterson non lo sapeva, ma voleva dedicare queste strisce anche a me, le ha preparate e nascoste abilmente nei diversi giornali giornalini e giornaletti, perchè la mia scoperta potesse sembrare assolutamente casuale.
Aveva scritto un pezzo di me, senza conoscermi, senza sapere come mi chiamo e dove sono.
Se non sorridete leggendo le loro avventure è un brutto segno: vuol dire che la vostra innocenza è andata del tutto perduta, dimenticata, oppure sepolta sotto la catasta di convenzioni ed ipocrisie a cui i Calvin non vogliono ancora soccombere.
Dai neh, se rimango indietro vienimi e prendere, eh??

Postato da: smallmoves a 21:19 | link | commenti (2)

venerdì, 20 ottobre 2006

l.'iMPAZZIA


iMPAZZIA per non finire come tutto il resto
per non iniziare senza idee
per archiviare il passato come un tubetto di maionese ormai del tutto spremuto
per gioire delle casualità
per attendere la mattina come un fogliobianconuovo
per dire all'amico che scenderai sullo slittiino con lui dalla colline ricolma di neve
per comprare finalmente una lampada da comodino che funzioni e sia solo tua
per non avere un orario ma per averne tre o quattro senza essere un obbligo
per non essere più una altra mattonella del bagno bianco quando sei di fronte allo specchio
per non sentirti più diverso da quello che credevi di essere
perchè ti sei rotto un po' gli zebedei quando non andava mai bene niente
perchè perchè perchè...
si ma poi a volte ti fermi alla fermata del treno e ti chiedi davvero
perchè?
a volte non ti rispondi, non riesci a rilasciarti un senso logico alle cose che ti succedono
allora ti lasci andare
prima che ti colga la iMPAZZIA
così diventi la tua valvola di sfogo nei momenti in cui tutto diventa più difficile
anche cliccare sulla mela in basso a destra o sul pulsante di start in basso a sinistra
però a volte come ci si complica la vita...

Postato da: smallmoves a 00:08 | link | commenti

mercoledì, 18 ottobre 2006
cORRI.dA.mE


L'altra notte quasi non riuscivo a dormire
stavo correndo su una scala a pioli di corsa, appoggiata sulla luna, perchè ti sei nascosta
fino la in alto ed io non ho potuto fare aLTRO che correre fino da te
con tutto il fiato che avevo in petto
con tutta la forza che avevo dentro di me
con tutto quello che mi potevo portare addietro
altro che luce, altro che suono
quella piccola freccia era davvero molto di più
era la scintilla della mia immaginazione
che ti voleva così vicina da essere irraggiungibilmente li
con tutta la voce in corpo ti ho gridato fin da laggiù
spingi giù fin da me quel piccolo fazzoletto
sposta le stelle, avverti il sole che sto arrivando
rigira il cielo perchè se ne accorgeranno, dopo non sarà più lo stesso
suvvia
dai una bella spinta e fallo correre come una trottola
come se fossero passati secoli in cui l'ultima rincorsa è stata vana
è stata un lampo
un improvviso squarcio di pensieri ed emozioni
una finestra sulle paure dei più lontani dal cuore
piccola mia ti basterebbe un battito d'ali
per essermi più vicino
però non farlo
sovvertirò le leggi della fisica per essere li vicino a te
in ogni istante ogni momento che dovrà ancora passare
scavalcherò il tempo prima che possa avere memoria
tu prepara le parole.

Postato da: smallmoves a 12:28 | link | commenti (1)

lunedì, 16 ottobre 2006

dALL'.iNIZIO



Oggi fa freddo, il primo freddo o la prima lettera del nuovo paragrafo che si sta aprendo, si chiama aUTUNNO e il caso vuole che 9 amici in gara per arrivare alla fine di questo triloquio stiano inaspettatamento danzando quasi a formare un casuale intreccio di ricordi.
Ed allora vorresti si essere un mago, una stella, un filo d'erba, e potresti essere qualsiasi cosa anche un uomo su una delle lune invisibili dietro all'orizzonte dell'oblio.
Oppure potresti soppendere da un battito di ciglia, da un fruscio di farfalla, da una goccia più pesante di fianco ad uno sguardo che mai viene incrociato ed invece ne avrebbe certamente bisogno.
Posso dirti una cosa, una qualsiasi cosa che ti faccia cambiare idea? Magari così intensa che tutto il resto ti apparirà scialbo e senza contorno, come una fotografia che fa scivolare i colori al di la dei limiti e svela un bianconero che ti colora gli occhi. Come un fiore all'occhiello che canta una canzone che sembra una ninna a nanna, ed i suoi petali quando si staccano risuonano ancora nell'aria fino a che non si posano su un altro fiore che riprende a cantare un suono che accompagna il sole dietro alla collina.
Altrimenti è un muro che nasconde una porta e diventa di mille finestre tutte di forma diversa, ognuna a forma di raggio di sole e senza vetri o tende o altro attorno. Come il mare che da queste finestre si trasforma e attorciglia i raggi fino a scrosciarsi in ognuno di quei labirinti che albergano nei nostri pensieri, ogni volta che questi piccoli 9 amici giocano come gattini appena nati.
"Vedi, è tutto chiaro. Tu avresti dovuto esserci qui. dALL'iNIZIO."

Postato da: smallmoves a 16:47 | link | commenti

domenica, 15 ottobre 2006

iL.bAMBINO.iNFINITO



Ah beh, che non iniziamo con le solite storie sulla analisi numerica e sul concetto di infinito che tende tende ma non ci arriva mai, che qui c'entra proprio un bel nulla di nulla!
Eppoi che c'è davanti la parolina magica, "bambino", crispoli che tutti dovrebbero sapere che cosa è un coso del genere, che mica è da tutti farne uno uguale all'altro.
E per fortuna, che direte voi, e per fortuna, che lo dico anche io.
E hai presente quei pomeriggi al castello, ma quelli dove ti diverti anche quando fai la guida che tutti la snobbano 'sta cosa, che invece se sei capace di leggere gli occhi della gente comune ti regala più cose in pochi attimi che tu non ne hai neppure una idea, che quando sei bambino e non arrivi a vedere dove tutti quelli più alti vedono acci ma allora sei costretto ad immaginare, che purtroppo questo lo pensa un grande, che invece un bambino è li che si diverte davvero sul serio.
Che poi quando anche hai finito di essere la loro guida, che ti vengono ancora vicino a salutarti, che ti regalano un altro sorriso che tanto quelli non costano davvero niente.
Che bello, che poi tra l'altro sono solo cose tanto spontanee che rimani un po' a chiederti "che era tutto per me?" perchè poi il bello del sorriso dei bambini è che non finisce mai, che continua anche nel blog della gente che la sera torna a casa e che ci ripensa, che se chiude gli occhi vede ancora magari quel sorriso, che anche se ha un nome quel pomeriggio, che magari se lo immagina che invece proprio perchè è il bambino infinito ha mille nome e nessun nome.
Che un pomeriggio di quelli solito al castello, quelli dove ti diverti quando fai la guida che tutti la snobbano, che magari si chiama anche Rachele.
E poi, la sera, non puoi non pensare.
Che bello.



Postato da: smallmoves a 21:31 | link | commenti

giovedì, 12 ottobre 2006

Mar__k Man__l __van @ to



Il di' del marte dove la terra dei galletti incorre 236 vante
figure loschie Mxb Mar__k e Piomb__no incontrante
recalcitrarono quattro spizzichi da Gianni in eguali parti
colti invero da ginepro fussero "voi siete qui" andanti
camminanti barcollanti sprezzanti pericolanti edicolieri
li marmi e li colonni attoniti et plenilunia umme gioholieri
nimmeno li beeeeduuuuiniiii cn spezie rumoreggianti placarno lor dissezio
lom_brellone della notte cun lo fogo disarmò lo screzio
lo frutto della terra reimpiastato di pipperoni ma di peggior fattezza
in vero loco dopo mano spurca si trovò nella monnezza
freddo umido e scolastico lo notturno allo murazzo
ma di senno pel li piedi nello lindo baccheloro
buio dotto e di straforo la dolcezza diede alloro
ma
con le cinque canta il gallo
che del sonno l'è sciacallo.
 

Postato da: smallmoves a 17:21 | link | commenti (2)

lunedì, 09 ottobre 2006

.pASSA.iL.tEMPO



Ti accorgi che passa il tempo quando cammini a piedi per il tuo vecchio paese perchè:
- quella terrazza è vuota e pure decrepita poco curata ma una volta da li la nonnina si lamentava della confusione dei bambini
- non è più l'albero in quel cortile ma solo metà senza foglie come dimenticato
- giri l'angolo rasentando il vecchio muro e ti ricordi la stessa scena, però invece di vedere oltre le auto vedevi solo il pavimento perchè c'eri molto più vicino
- quel ponte non c'era, li aveva posto la mia stazione dove la mattina al buio prendevo il trenino per andare ad imparare qualcosa
- quel vecchio signore ancora spazza via le foglie di fronte al suo cortile ma probabilmente ha spazzato via anche un bel po' dei suoi capelli e a forza di farlo gli sono spuntate tante rughe
- quella bella porta di legno che sapeva di venerdì ora è una trasparente separazione automatica che sa di domenica
- quelle solite persone sedute fuori dal bar non sono quelli che giocavano a carte in cravatta con un bastone di legno e invece di dire briscola ti ricordavano che esisteva ancora il dialetto ed i modi di dire
- la porta della tua vecchia casa è così piccola
- la tua vecchia casa è così piccola
E anche tu, ti senti così...piccolo.

Postato da: smallmoves a 18:44 | link | commenti

domenica, 08 ottobre 2006

.eLAsERAsCENDEsULbAR



Stasera distrattamente fuori dal bar
dopo 2 wiski di troppo (non si scrive così ma quando si bevono due di questi cosi si scrive così)
e dopo una rossa piccola che non è piaciuta penniente
ho preso a piacerre della compagnia di una saracinesca piena di un po' di polvere fuori
davanti alla sinistra del cane che probabilmente ha la rabbia per quanto è diventato pazzo.
Mi passa dininanzi un ragazzetto che ha un giubbetto verdo

"dove vai figliolo?"
"Beh,sto andando alla deriva"...

ha una ragazzetta che sarà la sua morosetta
pure essa con un giubbetto verdo
salgono in su quella auto che sarà mica tanto la sua
magari dello padre che è già aletto con la sua mamma del ragazzetto verdo
perchè dopo la trasmissione delle 21:30 si va a letto che non c'è mica più tanto altro da fare

"Ma torniamo alla nostra Sophie.
FAcevamo come dei progressi inpoesia solo vcon l'ammirare il suo essere tanto "

lo guardo e penso
"quella macchina li è troppo grande per lui"
poi lo guardo ancora e vedo che pensa
"minchia come mi sento grande in questa macchina qui"

I doppi apici, sono citazioni.
Magari un giorno dirò di chi.

E' strano pensare
non sono le cose a farci grandi
solo i nostri pensieri.

Postato da: smallmoves a 01:06 | link | commenti

sabato, 07 ottobre 2006

.39.



non è un numero primo
non sono trenta nove messi in fila per bene anche se ne da l'idea
non è un treno diretto ad una città improbabile
non è la sigla di un areo o forse pure manca una lettera
non è il prefisso internazionale per italia manca un più
non sono tante espressioni di "no non lo faccio, veh!"
non è il titolo di una canzone
non è la % di alcool nel complessivo volume
non è simmetrico
non è un gioco di parole
non è una risposta di Pensiero Profondo (** thx **)
non è il numero dei giri al minuto di un vinile
non è una pubblicità americana dove noleggi un gran bel "nove"
ma allora cos'è proprio oggi?

Postato da: smallmoves a 12:34 | link | commenti