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Nome: Beppe (Gip)
Qualcuno che ama scrivere quando le emozioni diventano condivisione di attimi particolari anche tra un 13 ed un 10.
small.Music
Funkostorung - Addictional Productions
Pink Floyd - The Dark Side oh the Moon
Jeff Buckley - Grace
Samuele Bersani - Replay
Elisa - Una poesia anche per te
Muse - Starlight
La Crus - La finestra di casa mia
Subsonica - Nuvole Rapide
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Mio fido destriero
qui dinnanzi a me e te si staglia la valle di cui io mai ti ho parlato
nel mio sogno colmo di luce e di virtù
fatto una delle più buie notti di qualche tempo fa
dopo l'ennesima battaglia senza morti ne ferite
così il nostro cammino ora acquisisce un senso mentre il sole ti acceca
ma non mi avresti creduto se ti avessi raccontato
di tutto il tesoro che avevo intravisto
ho dovuto farti viaggiare tantissimo senza sosta amico mio
compagno di mille valli montagne e guerre
ma dimmi ora che vedi tutto questo di fronte a te
sarei io riuscito a mostrarti con le mie povere parole
o a spiegarti una bellezza che spezza il fiato attorciglia la lingua e stringe il cuore?
Non ti potevo promettere azzurri fiumi dopo averti trasportato per lunghi anni in lande desolate
oscure di luce di sentimenti ed affamate del solo pane raffermo
non potevo farti credere che avresti trovato il riposo di un guerriero
dietro una lunga tavola imbandita ad osservare solo il tramonto
senza attendere il prossimo attacco del nemico nascosto come le tue paure.
Tu amico mio, nemmeno tu mi avresti creduto
ed io ti avrei capito perchè le tue paure erano e sono le mie paure
per questo ho lasciato che fosse il silenzio l'unico a parlare
e a guidarci verso questa valle che nel mio sogno avevo trovato
ora appare ancora più radiosa ed incantevole
ad ogni nuovo momento che scorre di fronte ai nostri occhi
affamati di tutto quello che serve a farci sentire vivi.
Ho seguito quel sogno
per te e per me
ci ho creduto anche senza saperlo che potesse esistere
così forte è stato il richiamo
impossibile è stato resistere
questa valle che perde l'orizzonte a vista d'occhio
conosce un sole ed una luna che ridono
anche noi con loro sorridiamo ed iniziamo a toglierci questi abiti oscuri
per vestirci solo di fiori
per sentirci leggeri ed abbandonarci in questo tiepido vento.
Mio fido destriero
segui il tuo amico dei tempi che furono
adesso è ora di volare.
IL SEGNO CHE CONDUCE
DOVE FINISCE LA VISTA
RICOPRE LA STRADA DEL VIAGGIO
FINO A NASCONDERLA

La corsia era lunga, ai lati i muri erano bianchi e tutti maledettamente uguali, solo una striscia di appoggiamani si srotolava fino alla lontana luce soffusa del prossimo corriodio.
Nel seguito la luce era diversa e più calda e le porte aperte davanti ai suoi occhi raccoglievano i rumori che nella notte gli tenevano della compagnia.
Spesso era il rumore della pioggia quando tutto faceva il silenzio, a volte si trattava del nuovo jingle della pubblicità regresso del progresso, ma poi se ci stava a pensare qualche attimo di più, già non gli faceva più ne caldo ne freddo. Era solo un altro rumore che rimbombava nelle sue orecchie, quando non c'era più la luce biancastra ma solo del gran buio e qualche piccola luce a forma di rettangolo, ma di quelle messe in basso, proprio per non inciampare nelle ombre.
E quei quadretti, sulle pareti, erano davvero strani e buffi. Strani perchè ogni giorno cambiavano, quasi come un caleidoscopio, ma erano sempre gli stessi visi delle stesse persone nelle stesse posizioni co le stesse fotografie. E per questo anche buffi, questi ritagli di tempo, presi e inchiodati ai muri, parevano vivere di vita propria, sembrava che nascondessero mille e più segreti, sembrava che avessero qualcuno a casa che li stesse aspettando, quelle stesse figure stavano pure pensando a loro.
Invece li la sensazione era di essere un po' dimenticati, quasi come un aspirapolvere che viene relegato nel sotto scala perchè non funziona come dovrebbe o come previsto. Magari non era assolutamente vero ma il tempo che si dilatava come una gomma da masticare, dava questa sensazione di inesistenza.
La cosa che rimaneva da fare era inseguire. E lui lo sapeva benissimo questo, si stava davvero gettando in quell'ordine di idee, stava focalizzano il suo obiettivo, lo stava studiando fino nei minimi dettagli.
Non perchè avesse tempo da gettare, quello nessuno lo possiede o perlomeno sa dove trovarlo.
Motivo vero era l'impossibilità dell'errore, non si avrebbero avuto altre opportunità, altre occasioni.
Invero, frequentemente si chiedeva se tutto ciò fosse il parto della sua mente, se tutto quello che vedeva spiegarsi di fronte ai suoi occhi non fosse altro che una terribile allucinazione.
O ancora meglio, un bruttissimo sogno, che era riuscito a catturarlo così realmente da far apparire tutto il resto un incubo nell'incubo.
Poi ritornava un attimo di lucidità, quell'attimo che magari era sempre ritagliato in un viaggio onirico talmente lucido da apparire realtà. E ancora rimaneva il pensiero dell'inseguimento.
Ma al buio, spesso si chiedeva, se la realtà davvero iniziasse oltre quel corridoio dove la luce era più calda, oppure fosse stata rinchiusa nelle foto appese al muro.
Magari, quelle persone che apparivano ferme, in un altro luogo, in un altro momento, attraverso quel pezzo di carta che sembrava inanimato, potevano osservare lo stesso corridoio, chiedendosi essi stessi dove si nascondevano inizio e fine.