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martedì, 09 gennaio 2007
gHIRIGHORI.4


Pallina si asciugò le mani, aveva abbracciato accompagnato e trasportato
dentro questa sua casupola
la figura nera scura piccola ed inconsuetamente familiare.
Ma che cosa, cosa le stava succedendo, accidenti
ma si stava cadendo dentro una delle tazze del the
però si ci stava scivolando dal cucchiaino che era di metallo
e rifletteva i suoi grandi occhi completamente strabuzzati
che stavano stupendosi della maravigliosa scivolata verso il caldissimo liquido
ma accidenti io adesso vorrei volare io vorrei volare via si da questo caldissimo lago
no no non ci posso davvero riuscire no che non ci posso riuscire
aspetta che chiudo gli occhi ooooooooooooooooooooooooooo
invece si che prese a volare e volteggiare in modo assolutamente casuale e circostante
e si che vedeva la neve e si che vedeva gli alberi carichi di neve
e si che vedeva tutto ma si che vedeva anche Pallina e Digo
ma si che vedeva anche il tavolino ma si che adesso vedeva pure i biscotti
e poi vedeva il focolare e poi vedeva anche le assi di legno alcune storte ma bellissime
quelle che conducevano dalla porta d'ingresso infino al centro della stanza
ma io non sono io ma come faccio io ma chi sono e dove sono io
e come mai sento questa sensazione che è un po' come essere leggeri e non avere nessuna gravità
ma si quelle cose che ci tengono legati ma tanto costretti alla super-ficie che detto così sembra un vero super-eoroe.

Il tocco sulla sua spalla dal castoro avvicinato risvegliò Pallina.
Che si trovò a trovarsi senza oriente. Senza levante. Aspetta.
Si, mi riprendo, disse. Adesso vedeva ancora la stanza, il focolare
vedeva Digo che accanto a...lei...la guardava fisso nei suoi occhi.
Ma era uno sguardo diverso dal solito. Non era più quello sguardo che veniva da tutte le dighe
che il castoro ogni giorno costruiva. Non riusciva a spiegarselo. A capirlo.
Come non riusciva a capire il motivo percui i biscotti fossero ancora cambiati modificati spostati.
Ma questa volta pareva potesse leggere qualchecosa...si, sembra proprio di poter leggere qualcosa.
Digo fece allora qualche passo verso il focolare per avvicinarsi all'insolito visitatore
Insomma la sua curiosità iniziava ad aumentare sempre di più
acquistò qualche etto di coraggio e con voce fioca provò a domandare
senza essere troppo maleducato
almeno il nome oppure di mostrare cosa si celasse sotto a quel mantello incappucciato.
Prima di proferire qualsiasi sillaba però diede una occhiata a Pallina
come di tacita approvazione così tanto per sicurezza e..però...non aveva mai fatto caso al
piccolo e carinissimo ciuffetto che le spuntava
si intonava molto bene con tutto il resto del suo morbidissimo manto e...ma...
il castoro si stupì con se stesso.
Tutto ad un tratto si era accorto che Pallina non era solo un ghiro
ma, una femmina. E come era bella...anzi, era davvero bellissima...
E li per li non capì come mai non se ne fosse mai accorto!
Ma al momento non gli interessava più nulla del mantello e del cappuccio
e del mistero che circondava quel personaggio, se di personaggio si poteva parlare.

Il ghiro vide il castoro e li per li, fu per dargli il tacito consenso di chiedere
all'ospite chi mai fosse, però...appena incrociò i suoi occhi
vide qualcosa che non aveva mai visto fino a quell'attimo
non riusciva a spiegarselo quel fremito che saliva fin dalle zampette
per arrivare dritto dritto al cuoricino che prese a battere
come da tempo e forse mai aveva rintoccato.
Non aveva mai notato come i suoi occhi fossero così profondi e scuri ma colmi di
qualcosa che non aveva mai visto prima d'ora.
Ed in un attimo si trovò anzi si perse in quello sguardo
fu trasportata in una dimensione tutta particolare e tutta soffice e profumata.
Era un perdersi di infinita dolcezza.
Infinita. Tenerezza.

Postato da: smallmoves a 21:13 | link | commenti


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