..piccoli passi..

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mercoledì, 22 novembre 2006
eRA.nERO.pICCINO.pICCINO.pICCIO'



Era nero piccino piccino picciò, non sapeva dove stava andando ma sapeva benissimo che cosa i suoi occhi gli stavano trasmettendo, quello che stava di fronte a se era molto chiaro. Un grande lago verde, come lo smeraldo degli occhi che aveva lasciato dietro ai suoi passi e chiuso dentro il suo cuore.
Una foresta di alberi tutti uguali e tutti diversi che sospirava attorno al lago ogni volta che sopraggiungevano le prime ombre della notte.
Due grossi torrioni bianchi nel bel mezzo dell'acqua che si ergono a ricordare il passato ed il trascorso, il loro apparente candore poteva trarre in inganno i meno attenti osservatori, quelli che riescono solo a vedere l'imperiosa altezza di questi due edifici.
Le colline li attorno assomigliavano molto alle frittelle che di solito poteva assaggiare sulla festa del paese, quella che si svolgeva nella piazza più grande ed affollata dove i festoni ritagliavano le persiane delle vie che si gettavano insieme tutte e che le persone tutte gettavano nel ritmo vorticoso della banda locale.
Era vestito di un colore scuro, sfuggente come i suoi pensieri e le sue errabonde meditazioni, che talvolta desideravano lo sfuggire al suo controllo.
Semplicemente cercava un luogo dove poter guardare questo strano luogo in cui così per caso era capitato praticamente in quel luogo senza accorgersene, come sembrava strano quel luogo. Un luogo, come tanti altri, però stava pensando il nero piccino piccino picciò.
Ancora qualche passo ciondolante, diviso dal panorama che si stagliava innanzi ai propri occhi che catturava i suoi sensi più sopiti e ormai unici compagni di una esistenza dedicata a guardare oltre le sue mani senza trovare le altre mani che gli sarebbero tanto servite, per potersi intorpidire di abbracci e di insolite e stravaganti consuetudini.
Quante domande nascoste nei lunghi capelli in attesa di risposte che forse non sarebbero mai giunte senza prima essere riuscite a passeggiare sull'acqua come sulle labbra morbide di quel lungo ed indefinibile bacio, un bacio che riusciva ad arrivare dove i suoi occhi avevano quasi paura nello scorgere le sottili variazioni del sentimento spesso ed incautamente chiamato anche paura.
E poi quelle scarpette azzurre si fondevano in modo alquanto distinto all'orizzonte che aggiungeva una cornice molto simile all'abbraccio di qualcuno che ti vuole o ti ha voluto molto bene, ma in modo assolutamente diseducativo per le generazioni a venire.
Si, era un pensiero alquanto strano ma era tutto quello che in quel momento, in quello strano momento, era tutto quello che era in grado di pensare.
Dunque, dopo essersi ben ben guardato attorno, decise che era giunto il momento di provare a costruire quella strana macchina.
Certo che qualche notte fa il sogno era stato piuttosto poco credibile, al limite della immaginazione sebbene questo nero minuto piccino ne avesse un sacco ed una sporta di fantasia e di inventiva.
Ma senza preoccupare oltre i propri dubbi, dalla piccola tasca della sua giacchettina che lo faceva somigliare ad un piccolo soldatino di piombo, fece scivolare il foglio dove aveva riportato tutti quegli strani disegni e parole e pensieri e momenti e giocattoli e sensazioni e foglie e rami e cani e...insomma, quello che era riuscito nella primasveglia del giorno a ricordare di quello strano, inconsueto, sconosciuto, ma curioso pensiero notturno, delicatamente avvertibile come una delle prime gemme che la primavera porta con se appena riapre la finestra delle stagioni dopo un altro lungo inverno....
Quindi, con gesto risoluto guidato più dal cuore che non da un riflesso condizionato, prese a leggere questa confusa rinfusa collezione che pareva messa li per un preciso scopo.
E dopo un altro sguardo al verde lago, iniziò a leggere le parole...era una storia, strana ma nel contempo trasmettteva qualcosa di speciale...
Che era solo una storia. Che sembrava come tante altre. Che forse...che interessante...che continua...(che continua)

Postato da: smallmoves a 10:05 | link | commenti
nero, piccino, picciò


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