..piccoli passi..

small.siete.qui

Blogger: smallmoves
Nome: Beppe (Gip)
Qualcuno che ama scrivere quando le emozioni diventano condivisione di attimi particolari anche tra un 13 ed un 10.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

small.Music

Funkostorung - Addictional Productions

Pink Floyd - The Dark Side oh the Moon

Jeff Buckley - Grace

Samuele Bersani - Replay

Elisa - Una poesia anche per te

Muse - Starlight

La Crus - La finestra di casa mia

Subsonica - Nuvole Rapide

small.Archive

oggi
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
dicembre 2005
novembre 2005

small.Members

small.Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

small.Counter

visitato *loading* volte

giovedì, 23 novembre 2006
eRA.nERO.pICCINO.pICCINO.pICCIO' (parte 2)



...ombre, nuvole, spazio tutto attorno...rumori inconsueti, profondità inusitate, profumi contrastanti...
l'omino nero piccino piccino picciò inizia a sfogliare i centimetri del foglio aperto nelle sue piccole mani, i suoi piccoli occhi curiosi seguono il gesto del piccolo capo che per inseguire i nervosi tratti riportati sul bianco lenzuolo subisce un perfetto volteggio ora di qua ora di la.
Non sono parole, pensa il nostro nero piccolo, non sono frasi, sembrano..si, sono, piuttosto di "sembrano", disegni, alcuni ben rifiniti altri grezzi come da mano di bambino dei primi giorni di scuola.
Però la cosa più strana era ciò che stava dietro a tutti questi disegni, un comune motivo, una..onda.
Un segnale. Dovrà provenire da chissà qualesconosciuto e lontanomondoalieno.
E cercò di immaginare la civiltà che poteva aver generato un tale messaggio così criptico nella comprensione sebbene nella forma poteva semplicemente apparire come unaformad'onda a su e giù di un andirivieni ciclico che passando su questo foglio, agganciava tutti i disegni che così sempre apparentemente potevano dare l'idea di un disordine sparso in modo ordinato.
Invece questo comune segnale aveva un'altra funzione..era la ri-portante, fluttuava in mezzo a tutti questi strani disegni quasi simili a geroglifici per creare una sottile storia, diversa per ogni oscillazione della forma d'onda stessa.
Il leggero rollio del capo di Umilino serviva a seguire il volo del segnale che catturava in modo armonioso i tratti posati sul foglio, che solo la notte prima era più bianco ed immacolato di un campo di neve sotto quella casa di montagna sulla collina, dove le finestre erano sempre chiuse.
Non ricordava come aveva disegnato tutto quello, non ricordava nemmeno l'onda, non ricordava mancomeno il foglio e la biro usata, anche se osservando l'inchiostro poteva arrivare ad intuire che fosse di un color nero profondo, come lo scuro ed impenetrabile pastrano del vecchio
che tutti i venerdì sera lentamente disegnava i nebbiosi argini del fiume del piccolo paese.
Dunque, visto che aveva ormai compreso il funzionamento della forma d'onda e dei collegamenti lungo tutto il pezzo di carta, prese a seguire le sconosciute vie che si aprivano lentamente ai suoi piccoli occhi...
...nebbia...nebbia...che lentamente si dirada...e scopre...
...dei cespugli d'erba alta che nascondevano un grosso canale ricolmo d'acqua...un sole caldo anche se ormai l'estate era da un pezzo terminata, quell'anno proprio non ne voleva di andarsene la stagione con il grano all'occhiello.
Rimaneva aggrappata alle ultime foglie sugli alberi come i bambini ai giaccotti delle mamme indaffarate con una borsa della spesa ed un mazzo di fiorellini nell'altra.
Per racchiudere sulla loro tavola un pezzo di questo tempo prima che l'autunno vero se lo portasse via come il vento un foglietto di carta nella piazza del piccolo paese. Lo stesso minuscolo agglomerato di case che visto dall'alto appariva ancora più piccolo, presentava diversi segni del classico paese che si snoda lungo una via alquanto importante. Ma la mera descrizione di quanto gli occhi potevano vedere non era assolutamente importante, piuttosto era bellissimo sentire il profumo di un viale ricolmo di alberi che ritagliava in due i discorsi delle comari nei giorni di mercato in centro.
Umilino emise un piccolo risolino, non di derisione, ma di compiaciuto affetto nei confronti di chi poteva vedere tutto così grande sebbene tutto fosse così...piccolo. Per un attimo, ebbe il piacere di soffermarsi su quel minuscolo aggettivo, piccolo...beh ma tutto sommato, proprio così
tanto piccolo non era, molto spesso non è questione di centimetri che si distaccano perpendicolarmente dal centro della terra, pensò.
Fu in quel momento che i suoi occhi videro quella cosa, quella sensazione, quel pezzettino di universo...subito non se ne era accorto.
Ma aveva catalizzato la sua attenzione in modo furtivo e circospetto. Era li e sembrava reale.
Piu che reale. Che. (...che continua...)

Postato da: smallmoves a 08:04 | link | commenti (1)
nero, piccino, picciò


Commenti
#1   23 Novembre 2006 - 23:10
 
...strana cosa essere innamorati di novembre...tutto ti si sconvolge dentro e crei....
..è come questa notte che qua è fredda ma non troppo ma soprattutto senza un filo di nebbia..e vedi tutto chiaramente con i colori veri...e la notte definisce esattamente i contorni..
..è bella o brutta questa vita?
..immagino che in questi momenti possa essere bellissimo e devastante nello stesso tempo...
..perchè ci si sente sconvolti...
...mah...e siamo anche a novembre...

..è bella è bella la vita..vah...
ogni bene,
utente anonimo

Commenti