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martedì, 05 dicembre 2006
dOVE.vANNO.lE.cOSE.bELLE


Esisteva un giorno in una terra dimenticata da tutto e da tutti un pescatore
egli era sbeffeggiato da tutto e da tutti, perchè raccontava sempre di cose strane
perchè lui diceva di essere in grado di parlare con chi viveva sotto la superficie del mare
e tutto e tutti lo prendevano in giro, stupido che non sei altro non esiste nulla con cui parlare,
dunque spesso lo trovavano verso l'imbrunire su quel piccolo porticciolo con lo sguardo rivolto al mare
a pensare chissà cosa, rimaneva delle ore intere senza parlare con nessuno
e tutto e tutti mentre passavano ormai non ci facevano nemmeno più caso
al punto che ormai veniva quasi compatito, e sempre più preso in giro da tutto e tutti.
La notte mentre rincasava, anche le case e le finestre deridevano il suo passaggio
i viottoli e le lampade, i negozi chiusi dalle saracinesche, anche delle lenzuola stese.
E lui sembrava sempre più solo, e tutto e tutti dalle persiane spiavano il suo lento camminare
chissà come ci si può ridurre una persona, dicevano e commentavano tutto e tutti,
chissà cosa passa per la testa ad un povero pescatore che guarda sempre nel mare e pensa di parlare con chissà cosa.
Lui, era lento nel camminare, era solo nella strada, da solo apriva la porta, e poi si chinava su quel letto
vicino a quel piccolo comodino.
Poi, si voltava verso l'alto, osservava il cielo stellato dal grosso foro che squarciava il tetto di casa sua.
Apriva le mani, allungava le braccia. Chiudeva gli occhi.
E già tutto e tutti non esistevano più, loro e l'incessante non capire di dove vanno a finire le cose più belle,
in fondo al mare al sicuro da quei pensieri inutili anche se non cattivi, solo inutili.
Lui questo lo sapeva, e tutti i tramonti, accompagnava tutte queste cose in quel blu che era tanto profondo quanto accogliente.
Parlava con il sole, gli diceva tieni compagnia a tutte le mie cose e riscaldale mentre si tuffano.
E quando il sole era già lontano ad inseguire tutti le sue cose, tornava a casa.
E si metteva ad abbracciare il cielo, perchè al primo risveglio ed al prossimo ritorno dei suoi tutti, già fosse li pronto ad accoglierli.
Così si addormentava.
Mentre tutto, mentre tutti, erano troppo occupati a pensare di vivere la vita degli altri.
Buonanotte, mio piccolo pescatore.

Postato da: smallmoves a 18:19 | link | commenti
tramonto, occhi, pescatore